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Come potenziare la governance nelle imprese di famiglia

Assistenza, supporto e consulenza dell’Advisory Board

di Massimo Lazzari

Tutti sanno che un’azienda di famiglia ha bisogno di buona leadership, il che significa saper intraprendere un percorso chiaro e al contempo aiutare l’organizzazione a cambiare in maniera importante in caso di necessità. Lo stesso vale per il management, che ci aiuta a portare a termine le operazioni in maniera efficiente ed efficace.

Inoltre, sono certo che ormai abbiamo capito tutti che serve anche una proprietà solida che abbia l’abilità di offrire sostegno al management e di guidarlo in maniera efficace, in conformità agli interessi, appunto, dei proprietari, ma spesso manca un quarto ingrediente, quello della governance.

La governance è un ingrediente a volte misterioso, una parola che è stata utilizzata in tantissimi contesti diversi e il cui significato e utilità sono diventati forse un po’ vaghi e confusi, anche se non dovrebbero esserlo.

Oltre ai concetti di leadership, management e proprietà nel family business, in un gruppo sociale ben definito, e spesso articolato, come una famiglia imprenditoriale, serve un regolamento. È indispensabile che esista un metodo per discutere gli argomenti più pressanti, più importanti per l’organizzazione stessa; un regolamento, un “luogo” dove sia possibile parlare degli interessi e delle preoccupazioni della famiglia.

Tutto ciò è fondamentale anche ai fini di creare un’organizzazione solida e sana. Nell’opinione comune, quando si fa riferimento alla governance, si parla troppo spesso dei consigli di amministrazione, dei comitati e così via, ma quella è soltanto una parte della governance, un buon governo è formato anche da un chiaro regolamento interno.

Per cosa serve questo regolamento?

La necessità di strutturare i rapporti fra proprietà, famiglia e business è una questione chiara a tutti ma, quando si parla di regolamenti, spesso si fa confusione. Il regolamento deve indicare: chi prende le decisioni e quali decisioni prende, quali decisioni vanno prese invece dal consiglio di amministrazione, dai proprietari della famiglia e così via e come vengono prese queste decisioni; ad esempio, vogliamo utilizzare un regolamento di maggioranza oppure di super maggioranza?

E ancora, quali sono le responsabilità e i diritti dei membri del consiglio di amministrazione? Come vengono risolti i conflitti, i litigi? Come vengono selezionati i leader?

Gli accordi che abbiamo preso internamente ed esternamente possono essere cambiati una volta stipulati? E come? Qual è la percentuale dei proprietari che deve approvare i regolamenti?

Occorre dare una risposta chiara a tutte queste domande. Se hai un regolamento già attivo, questo significa che all’interno della tua azienda esiste un buon sistema di governance.

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La governance, intesa come l’insieme delle regole del gioco aziendale e il “forum” in cui avviene l’interazione e si prendono le decisioni, è una delle quattro dimensioni essenziali di ogni impresa, insieme alla leadership, al management e alla proprietà.

Ma come si può creare un sistema di governance familiare che sia, al tempo stesso, efficace e giusto?

Il Consiglio di Famiglia

Un organo utile, in questi casi, è il consiglio familiare, un gruppo che rappresenta gli interessi della famiglia, che crea politiche e regolamenti che tutelano la famiglia stessa e, soprattutto, che regola il comportamento della famiglia all’interno dell’azienda.

Il Consiglio di Famiglia è un organo consultivo di supporto al Consiglio di Amministrazione dell’azienda ed è composto da tutti i membri della famiglia che ricoprono ruoli di responsabilità in azienda.

Solitamente le sue funzioni si esercitano attraverso riunioni formali alle quali si invitano i membri della famiglia che ricoprono ruoli di responsabilità in azienda per:

  • condividere informazioni sull’andamento dell’azienda, sulle prospettive future e sull’evoluzione della relazione fra famiglia-azienda;
  • concertare alcune decisioni proprietarie e alcune scelte strategiche chiave che attengono l’azienda.

I principali compiti del Consiglio di Famiglia sono:

  • Approfondire le problematiche di business, proprietarie e familiari per concertare la posizione della famiglia affinché «parli con una sola voce» all’interno della governance aziendale;
  • Definire una posizione comune della famiglia affinché eventuali conflitti familiari non si diffondano in azienda;
  • Definire regole per il governo della relazione fra famiglia e azienda;
  • Supervisionare e guidare i processi formativi delle nuove generazioni;
  • Programmare le assemblee e le altre attività destinate alla famiglia.
Immagine di persone in bianco e nero

L’azienda è una cosa molto importante e va quindi tutelata, come importante è anche dialogare, parlare, coordinarsi. Quindi è centrale sapere cosa pensa il consiglio familiare in merito, per esempio, all’impiego di membri della famiglia all’interno dell’azienda, ed è altrettanto importante che esista un “luogo” dove si possano prendere queste decisioni in maniera armonica, in sintonia.

È appena il caso di sottolineare che i processi decisionali devono coinvolgere tutti gli stakeholder, nessun membro della famiglia deve essere lasciato fuori, tutti devono avere modo di dire la propria nel momento in cui vengono prese le decisioni e tutti devono essere debitamente informati prima di una riunione.

L’Advisory Board nelle Imprese di Famiglia

Per quanto riguarda proprio la governance aziendale all’interno del family business, devo segnalarti alcuni aspetti centrali. Solitamente la governance aziendale si trasforma nel corso del tempo: all’inizio si trova un proprietario, o più proprietari, in seguito si sviluppa il management, rappresentato spesso dalle stesse persone e con gli stessi ruoli, poi generalmente ci sono dei consulenti.

Questa struttura nel tempo cambia: nasce, per esempio, il consiglio di consulenza (Advisory Board).

Per Advisory Board intendo un organo consultivo, privo di ruoli esecutivi e decisionali, che assiste l’amministrazione di un’azienda nell’attività gestionale e nella definizione di programmi strategici, e che ha l’obiettivo quindi di dare profondità e qualità ad alcuni processi decisionali che riguardano scelte di fondo.

L’Advisory Board solitamente non agisce direttamente per conto dell’impresa e, al contrario di quanto avviene per il Consiglio di Amministrazione, non ha alcuna responsabilità nei confronti di parti terze. Inoltre, i suoi pareri non impongono alcun vincolo in quanto risultano assolutamente informali.

In linea generica, il ruolo dell’Advisory Board è quello di dare assistenza, supporto e consulenza in base alle specifiche esigenze dei vari reparti presenti nell’impresa. I compiti effettivi si riassumono di solito nel:

  • dare suggerimenti-opinioni su azioni proposte dal Consiglio di Amministrazione, dalla Direzione, dal management o dai Comitati;
  • proporre strategie da mettere in pratica e idee per far crescere il business;
  • trovare nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale e organizzativo;
  • semplificare le relazioni all’interno e all’esterno dell’organizzazione.

Il consiglio di amministrazione è l’organo decisionale più importante all’interno di un’azienda ma, sfortunatamente, non tutti i family business hanno un consiglio d’amministrazione o, se ce l’hanno, non si tratta di un consiglio effettivamente funzionale.

L’Advisory Board è il consiglio di consulenza che può trasformarsi, nel tempo, nel Consiglio di amministrazione; si tratta di un organo di transizione molto importante nei family business che ha funzioni consultive ed è di supporto al processo decisionale dell’imprenditore.

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