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Aggregazione tra le aziende per il rafforzamento del Made in Italy

Il caso della famiglia Zegna

di Giulia Ravaglia

Gildo Zegna, amministratore delegato dell’azienda di abbigliamento Zegna, uno delle più note imprese italiane sul panorama internazionale, ha da poco debuttato a Wall Street (il 20 dicembre) segnando una vera e propria svolta negli ultimi 111 anni di storia dell’impresa. La quotazione della società di cui la famiglia Zegna mantiene il controllo del 66% del capitale, è avvenuta tramite la fusione con la Spac di Investindustrial di Andrea Bonomi.

Come Zegna suggerisce de “Il Corriere della Sera”, la quotazione a Wall Street, New York ha determinato una svolta storica per l’azienda italiana, aprendola a nuovi scenari, con maggiori risorse per maggiori acquisizioni, portando avanti progetti che corrispondono ai valori della filiera integrata.

Strategia Zegna come processo di trasformazione

Poco dopo il debutto dell’azienda a Wall Street, la nuova variante Omicron continua a destare preoccupazioni, dal momento che si hanno situazioni simili in tutti i paesi, dall’Italia, agli Stati Uniti al Regno Unito. Tale situazione, ha portato l’azienda Zegna ad avviare una strategia che il mercato sembra apprezzare: quella di “pensare al locale in tutte le sue forme”, avviando un processo di trasformazione che l’azienda è pronta ad affrontare.

“Dobbiamo guardare più da vicino le priorità dei clienti del proprio Paese. Occorre quindi un’organizzazione capillare e il controllo della filiera produttiva”

Con queste parole, Zegna punta ad un rafforzamento del Made in Italy, con un parco ordini interessante e riassunzioni sul territorio italiano.

Nonostante l’emergenza sanitaria ancora in corso, Gildo Zegna visualizza un “Paese su un trampolino di lancio con un motore ben rodato” ed imprenditori con la volontà di partecipare maggiormente alla vita pubblica. Matura anche un forte senso della meritocrazia, uno dei motivi fondamentali per cui i Paesi crescono.

È quindi importante oggi, in un mercato oppresso da una pandemia globale, che le imprese spingano e si uniscano con l’obiettivo di:

  • rafforzare il contenuto del Made in Italy
  • collaborare maggiormente
  • studiare integrazioni produttive e di consolidamento tra le aziende

“Dobbiamo fare un salto, avere il coraggio, la forza e la determinazione di farlo”

In conclusione

Una maggior collaborazione e consolidamento tra le aziende, è la strada giusta per il rafforzamento e mantenimento del Made in Italy, puntando su diversi aspetti:

  • consolidamenti
  • ristrutturazioni
  • integrazione
  • meritocrazia
  • conoscenza del digitale e formazione

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