lunedì, Marzo 4, 2024

WORKSHOP FAMILY BUSINESS ARENA

Governance e Capitali per la crescita  

24 Ottobre 2024

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Copertina articolo FamilyBiz

Convivenza generazionale: sfida chiave di un’azienda familiare

Il caso studio La Termoplastic

di Marianna Iandolo

È leader mondiale nella produzione di accessori per pentole. È La Termoplastic F.B.M. S.r.l. della provincia di Varese. L’impresa, di proprietà della famiglia Munari, è stata fondata nel 1963 dai fratelli Francesco e Bruno– le cui iniziali restano ancora oggi impresse nel marchio di fabbrica. Da allora, lo spirito imprenditoriale è rimasto lo stesso: design, innovazione e qualità sono gli ingredienti imprescindibili di ogni accessorio da cucina. La Società conta quattro sedi nel mondo, con una capacità produttiva di 150 milioni di pezziall’anno, frutto del lavoro di oltre 200 collaboratori. L’headquarter del Gruppo si trova in Italia; mentre in Brasile, Messico e in Cina sono attive tre aziende di produzione e distribuzione.

Eletta nel 2019 Presidente dei Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Giorgia Munari, classe 1985, è laureata in Relazioni Pubbliche e Pubblicità. Ha poi seguito un master in Marketing all’University of California Berkeley negli Stati Uniti per concludere il percorso di studi con una laurea magistrale in Marketing Management alla Bocconi. Nel 2013 è entrata nell’azienda di famiglia come Marketing Manager

Munari, cosa rende grande un’azienda?

Ritengo che sia fondamentale avere una visione chiara di dove si vuole andare e, ancora di più oggi, un proposito ovvero definire qual è lo scopo sociale che il business contribuisce a soddisfare, grazie alle proprie attività. Per guidare un’azienda che possa perdurare nel tempo con successo, è necessario avere un Why condiviso e che possa offrire un vero vantaggio competitivo verso tutti gli stakeholder.

Giorgia Munari

Direbbe che La Termoplastic F.B.M. è in uno stadio di sviluppo o di rilancio?

L’azienda è da sempre molto dinamica ed in continua evoluzione. In questo momento ci sono tantissimi progetti aperti su vari fronti volti allo sviluppo per proseguire il cammino tracciato fin ora con spirito di innovazione e di visione strategica.

In questa fase, qual è il suo ruolo?

Come responsabile delle attività di Marketing e Comunicazione il mio ruolo si concentra nell’identificare tutte quelle opportunità vantaggiose per l’azienda e nel far sì di essere in grado non solo di coglierle ma anche di gestirle per rispondere alle necessità del mercato.

E quello nella crescita del family business?

Come membri della terza generazione presente in azienda, insieme ai miei cugini e a mio fratello, svolgiamo una continua attività di pianificazione strategica volta da un lato ad accrescere l’organizzazione e le sue competenze e dall’altro a sviluppare il business nei nostri mercati di riferimento.

Che tipo di governance vige all’interno dell’organizzazione aziendale?

La nostra storia è fortemente connotata da una componente familiare salda e presente in azienda. I fondatori erano due fratelli sposati con due sorelle, e questo ha fatto sì che le attività aziendali fossero vissute in famiglia da sempre e che l’azienda crescesse, grazie all’impegno e alla dedizione dei membri della seconda generazione, tutt’ora presenti e alla guida della Società. Recentemente, vista la presenza della terza generazione e in visione prospettica, ci siamo dotati di un accordo di famiglia che ponga le basi per una governance oculata e strutturata del futuro con regole chiare e condivise.

Come ha vissuto l’ingresso come rappresentante, insieme a suo fratello e ai suoi cugini, della terza generazione di famiglia nella società?

Ci è stato richiesto di possedere determinati requisiti di curriculum e di effettuare percorsi di lavoro esterni all’azienda prima dell’ingresso. Ognuno di noi è entrato in azienda con una specifica funzione aziendale e con delle competenze acquisite. Inoltre, il nostro ingresso è stato determinato da necessità effettive di sviluppo che l’azienda richiedeva in aree specifiche. Questo ci ha permesso di crescere professionalmente sia nei nostri ruoli individuali sia come gruppo coeso.

Come descriverebbe la convivenza tra generazioni diverse?

Penso sia una delle sfide chiave che un’impresa familiare si trova ad affrontare. È necessaria molta fiducia e stima reciproca per poter capitalizzare al massimo l’esperienza presente in azienda delle generazioni precedenti e per accogliere i nuovi modi di fare dei più giovani. È normale che si possano creare delle differenze di pensiero, ma l’importante è avere sempre ben chiaro l’obiettivo aziendale. Così gli step di crescita saranno naturali.

Quali sono state le principali sfide affrontate dalla Società e quali le sue personali?

La Società opera in un settore maturo e sempre più globalizzato, quello del pentolame, per questo ci troviamo ad affrontare momenti di ciclicità delle diverse aree di vendita che variano e che possono essere sfidanti in base alle condizioni di mercato. L’orientamento internazionale dell’azienda ci ha portato ad aprire tre stabilimenti produttivi all’estero. Questo ha certamente rappresentato ogni volta una sfida importante ossia quella di riuscire a penetrare un mercato straniero, mantenendo gli stessi valori e le stesse caratteristiche di qualità che ci contraddistinguono in tutto il mondo, e raggiungendo risultati.  A livello personale, la sfida principale è quella di accrescere il valore percepito e la consapevolezza che l’accessorio per pentole, e nello specifico F.B.M., ha per la filiera e per il consumatore finale, attraverso una continua education al mercato.

Cosa crede di possedere che possa dare continuità al lavoro di suo nonno e di suo padre e cosa di più per un cambiamento che sia al passo coi tempi?

Sicuramente i valori fondanti dell’azienda e lo spirito imprenditoriale con cui siamo cresciuti rappresentano una forte spinta alla continuità. D’altro canto, la visione fresca del mondo, l’approccio strutturato e la consapevolezza della centralità della persona in questa nuova epoca sono caratteristiche che sono convinta possano portare valore aggiunto ai risultati raggiunti in questi sessant’anni.

Età a parte, cosa rende il contributo dei giovani imprenditori oggi più innovativo e in generale più significativo sul mercato?

Come giovani imprenditori credo che il nostro compito sia quello di portare innovazione e spirito di cambiamento nelle nostre aziende. Evolvere ed innovare è necessario e come membri della nuova generazione da un lato siamo avvantaggiati nell’intercettare i nuovi driver di successo, dall’altro abbiamo il dovere di scardinare la mentalità del “si è sempre fatto così” o “non si può fare” e puntare all’innovazione prima di tutto dei processi e poi dei prodotti e dei servizi offerti.

Qual è la sua opinione sulla finanza innovativa?

 Si tratta di strumenti certamente utili per permettere ad un’azienda di crescere e di aprirsi a nuovi mercati e progetti. A volte si rende necessario percorrere strade innovative anche da un punto di vista di struttura del business per poter raggiungere obiettivi di forte crescita. Spesso però in una PMI con governance familiare è molto difficile aprirsi a questi concetti, perché vengono necessariamente interpretati come riduzione del controllo e questo richiede uno switch culturale importante. Anche in questo ambito, la presenza delle nuove generazioni può contribuire al cambiamento. 

Lei è esperta in marketing, qual è il principale valore di un brand e come lo si promuove? 

Il valore del brand è dato dal riconoscimento che il mercato globale e tutti i suoi player ci riconoscono. Perciò è fondamentale identificare un proposito chiaro e mantenere la promessa che si fa ai propri stakeholder, non solo rispetto al prodotto ma anche rispetto a tutti i valori che l’azienda incarna e che sviluppa tramite l’innovazione.

Quali sono i prossimi obiettivi di La Termoplastic F.B.M. e quali i suoi personali?

 La Termoplastic F.B.M. è orientata ad un percorso di costante sviluppo aziendale, economico ed organizzativo per essere sempre più un gruppo multinazionale strutturato e di successo. Stiamo investendo molto sulle persone, sulla digitalizzazione, sulla qualità e sulla sostenibilità. Molta attenzione è posta anche alla crescita dell’ultima sede aziendale estera aperta e allo sviluppo dei mercati Far East.

A livello personale, la sfida è quella di guidare e di accompagnare questo percorso di crescita con il Consiglio Direttivo e di far sì che il marchio F.B.M. venga sempre più riconosciuto tra i principali protagonisti del cucinare, momento conviviale intorno al quale ruotano piccole e grandi storie quotidiane di relazioni e di emozioni. Quando cuciniamo l’unico elemento della pentola con cui interagiamo è il manico e per questo è molto importante che tutti possano riconoscere un accessorio di qualità, trovando il logo di F.B.M. sotto le manicature delle proprie pentole.

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