Copertina articolo FamilyBiz

Sviluppare l’impresa di famiglia all’insegna di innovazione e sostenibilità

Il caso di Edilizia Tiranti Srl

di Francesco Fravolini

Il mercato immobiliare cambia rapidamente, rivoluziona il paradigma economico, stravolge il classico concetto delle abitazioni. Ed è proprio in questo settore che si inserisce la scommessa economica di Edilizia Tiranti Srl, attiva soprattutto nelle provincie di Mantova, Cremona, Parma e Brescia: nuove disposizioni in campo energetico come pannelli solari, pannelli fotovoltaici e impianti a basso consumo. Alessandro Tiranti, architetto e progettista, racconta le fasi del passaggio generazionale, soffermandosi sulla nuova scommessa economica del futuro.

Come è stato vissuto il passaggio generazionale dal punto di vista di governance dell’impresa?

Abbiamo avuto un solo vero passaggio generazionale, a metà degli anni ’80, con la prematura scomparsa di mio nonno Virginio, anche se già il mio bisnonno lavorava nel settore edile. Non credo, purtroppo, ci sia stato molto tempo per programmare il controllo aziendale, almeno in modo pianificato e delineato come lo intendiamo oggi. La situazione era molto diversa dalla cultura d’impresa attuale in cui associazioni di categoria, corsi di approfondimento universitario e studi professionali specializzati promuovono ed accompagnano le imprese familiari, verso un percorso di scelte più razionali per il futuro. Avevo otto anni ed ho ancora alcuni ricordi indelebili.

Quali percorsi di crescita manageriale sono stati scelti per valorizzare la continuità d’impresa?

L’attività edilizia è nata nella mia famiglia nei primi anni ’50, lo testimoniano alcune fotografie storiche di cantieri edili attivi, che rendono riconoscibili edifici ancora attualmente esistenti ed in efficiente stato di conservazione; questa tipologia di lavoro era già iniziata in precedenza con la messa in opera di particolari pavimentazioni “alla veneziana” eseguite dal mio bisnonno Giuseppe. Fu proprio mio nonno Virginio, con una famiglia di cinque figli, che avviò nuove costruzioni sia nel mantovano sia nel milanese, ampliando l’impresa. Era un periodo di grande espansione edile; l’attività progredì e poi continuò a Canneto sull’Oglio, diventato in quegli anni un polo industriale di rilievo nazionale per la produzione di stoviglie in ceramica e soprattutto bambole e giocattoli. Il vero sviluppo imprenditoriale della nostra attività, con costruzioni diffuse nelle province confinanti per la partecipazione ad appalti pubblici, si è consolidato all’inizio degli anni ’70. La ditta divenne più strutturata e la presenza di maestranze collaborative, sempre più competenti e pronte a recepire un mercato dinamico in costante crescita, favorì questa espansione. Nel 1985 mio padre, intraprendendo una nuova esperienza lavorativa nel settore immobiliare con un’azienda parallela, più innovativa, iniziò la costruzione e la vendita diretta di case a schiera e di fabbricati di varie tipologie. Gestiamo ancora oggi direttamente l’attività, senza un’organizzazione manageriale interna, avvalendoci di professionisti esterni che aiutano e coadiuvano il lavoro d’impresa a seconda delle necessità.

La nuova governance quali accordi prevede tra i discendenti della nuova generazione?

I discendenti diretti sono due, io e mia sorella, ai quali è stata lasciata completa libertà sulla scelta del percorso di studi e dell’attività lavorativa successiva, con il solo accordo di giungere alla conclusione di quanto iniziato. Abbiamo intrapreso studi inclini alle nostre aspirazioni e attitudini: laurea specialistica in Architettura al Politecnico di Milano con tesi in urbanistica conseguita nel 2004 per me e laurea in Giurisprudenza per mia sorella, entrambi abbiamo avuto esperienze in studi professionali e completato con l’esame di stato e l’iscrizione ai rispettivi ordini. Mia sorella ha affrontato una nuova attività di libera professione di prima generazione, occupandosi solo parzialmente dell’attività familiare per incarichi specifici, non solo in ambito giuridico, ma anche in quello amministrativo. Insieme intendiamo consolidare il patrimonio di famiglia mantenendo l’impresa legata al settore immobiliare e continuando quanto già intrapreso.

Alessandro Tiranti - Edilizia Tiranti Srl

Che strategie di sviluppo sono state studiate e quali punti di forza sono stati individuati per garantire un’ulteriore crescita dell’impresa?

L’attività edile degli ultimi dieci anni ha subito all’interno della nostra azienda un graduale perfezionamento: il lavoro coinvolge la progettazione, la costruzione o ristrutturazione di edifici civili e soprattutto industriali, la compravendita e anche la gestione degli immobili di nostra proprietà o dei nostri committenti. La questione “sostenibilità” ha avuto riflessi importanti: scelta dei materiali, aumento di isolamenti dei fabbricati, cura degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Il comparto edile è particolarmente legato al consumo dei combustibili fossili in tutta la filiera produttiva. La nuova concezione dell’involucro edilizio e della relativa impiantistica necessita di una maggiore cultura e di una maggiore coscienza di quanto ci si accinge a realizzare; in alcuni casi ci ha permesso di raggiungere soluzioni immobiliari con prestazioni energetiche performanti.

I cambiamenti, anche in termini economici oltre che organizzativi, sono stati i punti di forza maturati della nostra longeva realtà economica. Si è sempre mantenuto fede alla qualità, alle tipologie abitative e alle superfici attribuite alle diverse destinazioni proposte. L’esperienza generazionale sviluppata guida nelle scelte di metodi costruttivi e materiali, conduce a soluzioni edili che rispondono alle recenti esigenze normative. Le proposte immobiliari raggiungono un risultato estetico e funzionale di buon livello. Siamo riusciti, infatti, a superare l’ultima crisi finanziaria, senza mai interrompere la catena produttiva, controllando il patrimonio invenduto, riorganizzando e, purtroppo, come ampiamente diffuso in quel momento, riducendo obbligatoriamente gli addetti ai lavori. L’utilizzo della rete internet nel mondo edile ha definito nuove prospettive facilitando il contatto con il cliente finale; la comunicazione a mezzo social network e l’appoggio ai principali portali di scambio immobiliare hanno avvicinato gli utenti finali che sono sempre più informati e si rivolgono in modo consapevole direttamente al promotore dell’iniziativa.

La “terza generazione” è già in corso, in pochi anni si sono verificati scenari molto differenti e in continua evoluzione: basti pensare alla “rivoluzione” compiuta dal Covid-19, in cui tutti gli italiani, in pochi mesi, hanno desiderato e rivalutato la propria abitazione per l’improvvisa necessità di un giardino, di una terrazza, di uno spazio privato all’aperto o di maggiore intimità domestica; cambiare casa può anche significare mutare la vita lavorativa oppure la propria sfera privata. Il comparto edile è ripartito negli ultimi tempi, ma purtroppo la crisi è stata così profonda e duratura da aver generato disoccupazione. La situazione sembra essere lentamente migliorata e forse il peggio è alle spalle, ma nel frattempo una nuova evoluzione è già in atto e lo scenario è sempre più complesso: i prezzi dei materiali e della mano d’opera sono in continua oscillazione e una nuova guerra sul suolo europeo ha posto un grande interrogativo in tema energetico ed ha concentrato l’attenzione sui costi preoccupanti di quest’ultimo. Ho assistito in passato alla possibilità di molte scelte versatili: non deve sfuggire che l’imprenditoria deve approfittare delle opportunità che il mercato genera come appalti pubblici, costruzioni e manutenzioni commissionate, nuove proposte immobiliari e ancora urbanizzazioni, interventi su fabbricati con vincoli storici oppure in località di particolare pregio. Sono solo alcune delle molteplici possibilità di crescita che il mercato delle costruzioni così eterogeneo ed articolato può offrire.

Prevede aggregazioni con altre imprese e partnership strategiche?

Abbiamo imparato negli anni del grande rallentamento economico a lavorare anche diversamente: abbiamo sviluppato un valido “team” o meglio un “gruppo” articolato di collaboratori esterni che coordiniamo per l’esecuzione di un processo edilizio completo; questa impostazione collaudata e sinergica ha condotto ad un’unione qualificata di artigiani, liberi professionisti, fornitori di materiali e di servizi che si alternano, a seconda di specifici bisogni. Le doti necessarie per competere con un mercato in repentino cambiamento sono la dinamicità e la versatilità.

Come sarà il ricorso alla finanza agevolata per garantire sviluppo e innovazione?

Il ricorso a strumenti di finanziamento può, da un prudente punto di vista, generare situazioni con risvolti inaspettati. Un’azienda del settore delle costruzioni con un’esposizione finanziaria ha nuove opportunità di investimento e buone occasioni di crescita, tuttavia in caso di condizioni di mercato avverse o di eventuali improvvisi cambiamenti, questi stanziamenti possono tradursi in nuovi rischi oppure in mancati ricavi per adempiere agli impegni erogati. Queste circostanze possono compromettere la stabilità dell’azienda, erodere capitali faticosamente e gradualmente accumulati, pesare sull’organizzazione lavorativa di molte persone; è necessario essere cauti. I recenti incentivi fiscali sulle ristrutturazioni hanno permesso di ampliare la domanda e in un certo senso supportare il comparto. Auspichiamo che il PNRR, il programma nazionale di resistenza e resilienza programmato e promosso per i prossimi mesi, possa concretamente coinvolgere anche le piccole e medie imprese.

Che metodo preferisce per stabilire il valore dell’impresa e dei suoi settori specifici?

Abbiamo la sede in un centro abitato di provincia, in cui tutto è più lento e ovattato, ma non diverso dai centri economici di rilievo. Canneto sull’Oglio, a metà strada fra Mantova e Cremona, a partire dai primi anni ’60 era il primo paese industrializzato della provincia di Mantova. La presenza di molte aziende organizzate, in quegli anni, aveva creato una vera area produttiva dinamica; tuttavia a partire dagli anni ’90 la crisi del comparto è stata inarrestabile. Probabilmente non è avvenuto quel processo di diversificazione che avrebbe consentito al distretto produttivo di sopravvivere e progredire. Nella stessa località di provincia e negli stessi anni in cui si è avuta una storia di declino industriale, si è sviluppata un’esperienza imprenditoriale di ristorazione italiana di primaria importanza. Una tramandata gestione familiare è diventata sinonimo di qualità e di eccellenza, delineando una realtà economica generazionale per tradizione, qualità, ricerca e fama. Entrare nel merito della valorizzazione d’impresa è piuttosto complesso, tuttavia il metodo più vicino al settore delle costruzioni è riferito ai dati patrimoniali, al monte commesse e al grado di marginalità; ma i parametri di riferimento devono essere integrati e non dovrebbero essere solo rappresentati da numeri, ma anche dalla crescita potenziale, dal modello di business, dalla capacità di cambiamento e di ricerca.

Quali scenari futuri sono allo studio per garantire sviluppo e performance dell’impresa?

La nostra idea di evoluzione e sviluppo è rappresentata nell’approdare a nuovi mercati immobiliari, in cui esprimere le esperienze maturate in una lunga carriera. Dare spazio alla sostenibilità e all’innovazione che concretamente si manifestano e diventano prerogative di un’elevata qualità costruttiva. Gli edifici realizzati sono definiti da linee e forme architettoniche riconoscibili nello spazio e nel tempo. L’obiettivo finale è interpretare e guidare ogni incarico ricevuto in modo eclettico e fluido, rispondendo alle necessità del committente e del settore di esecuzione. Ogni organismo edilizio è unico ed è strettamente legato al contesto in cui opera, alla scelta dei materiali, ai metodi costruttivi che ne delineano durevolezza ed estetica, in un’incessante ed appassionante ricerca fra bellezza e funzione che non si esaurisce mai.

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