lunedì, Marzo 4, 2024

WORKSHOP FAMILY BUSINESS ARENA

Governance e Capitali per la crescita  

24 Ottobre 2024

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Metaverso nell’ospitalità: R-Innovare il family business

Il caso Italian Hotel Group Holding Srl

di Sofia Tarana

Il caso Italian Hotel Group Holding Srl

«Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli» recita un proverbio Navajo (popolo nativo americano) che fa riflettere sul senso della continuità. Dalla seconda generazione- che a differenza della prima non è solo “padre” ma è anche “figlio”- è vitale cavalcare i cambiamenti. La difficoltà nel rinnovamento del family business a volte risiede nella scarsa esposizione verso modelli imprenditoriali innovativi. L’azienda può “restare in famiglia” pur aprendosi, rinnovandosi e il ruolo dei discendenti risulta cruciale per nuovi apporti e cambi di paradigma. L’impresa di famiglia può uscire dall’autoreferenzialità e optare per nuovi modelli di gestione che puntano alla pluralità: nuovi azionisti e digitalizzazione favoriscono la creazione di valore insieme ad altri soggetti.

L’azienda può essere rifondata per darle continuità attraverso nuove competenze e nuove idee. La sfida per r-innovare l’impresa di famiglia non parla solo di rivoluzione digitale, ma anche di democratizzazione per uscire dall’autoreferenzialità del fondatore. In questa intervista con Gianluca Salvemini, Presidente di Italian Hotel Group- holding specializzata nell’ospitalità, proponiamo un caso studio particolare dove si parla di governance partecipativa, trasformazione tecnologica e di una nuova generazione che si affaccia. Perché chi non si digitalizza e non si evolve, non compete.

 

Mi racconti il tuo background imprenditoriale nell’ospitalità?

Parte tutto nel 1970 con mio padre che inizia il suo percorso nel settore del turismo: dapprima con una formazione alberghiera, per poi passare alla posizione di direttore di hotel fino all’avvio di un proprio progetto imprenditoriale che nel 2005 raggiunge il suo apice arrivando a contare 14 villaggi con 500 dipendenti tra Calabria e Sicilia. Purtroppo però, la crisi economica del 2008 colpisce anche la nostra realtà e nel 2009 siamo vittime di un fallimento. Da qui entro in campo io e, facendo tesoro di tutto il know-how familiare, decido di avviare una mia società: nel 2009 acquisisco la prima struttura ricettiva e intraprendendo così un iter con altri imprenditori calabresi fino ad arrivare al 2019, quando propongo ai miei soci un’altra iniziativa: la creazione di una holding e di un brand alberghiero finalizzato a sua volta ad altre acquisizioni dirette e alla proposizione del franchising. Tuttavia, gli altri decidono di non aderire a questo progetto che scelgo di portare avanti in autonomia, dove mio padre è sempre coinvolto e rimane nella gestione dell’attività pur non figurando tra i soci– non posso fare a meno della sua esperienza e delle sue competenze per me molto preziose. Nasce così Italian Hotel Group.

 

Com’è la convivenza generazionale tra te e tuo padre nella conduzione di IHG?

Come accennavo prima, il Presidente della società sono io seppur mio padre sia ancora totalmente attivo nella gestione aziendale. C’è un affiancamento e una convivenza quindi, dove io rappresento la parte più innovativa mentre lui– anche per un discorso di età- la tradizione, la storicità e la conoscenza del settore da oltre 50 anni. Per certi versi il suo modello gestionale più antecedente funziona bene, ma manca di quella visione pioneristica e di sviluppo tecnologico che posso apportare io per dare il giusto mix. La comunicazione avviene in modo molto sereno, ci si confronta su quelle che sono i punti in oggetto e le continue evoluzioni del settore- è chiaro che ognuno di noi sviluppa i propri punti di vista in base alle sue propensioni ma, quando si tratta di prendere decisioni, ne parliamo sempre insieme. Grazie all’unione familiare riusciamo a conciliare il meglio di tutte le idee e portarle avanti. Inoltre, stiamo lavorando anche dal punto di vista della formazione sulla prossima generazione: mia figlia è prossima alla Laurea in Economia e Commercio ed inizia già a venire in azienda per iniziare a seguirne meccanismi e dinamiche.

Gianluca Salvemini, Presidente di Italian Hotel Group

Come avete suddiviso gli assetti societari della holding?

La società Italian Hotel Group Holding Srl è stata costituita con un capitale sociale di 100.000,00 euro così suddiviso: 76% dalla Società In Vacanza Srl, 12% dal Dott. Santi Paone, 12% dall’ Avv. Eugenio Francesco Caputo. La compagine sociale racchiude al proprio interno dei professionisti- un commercialista, un avvocato e un imprenditore turistico- che sono sinonimo quindi di competenze ed esperienze di valore per la gestione d’impresa. La Holding poi partecipa al 50% nelle società di gestione- abbiamo ingaggiato una società che si occupa appunto di gestione. Inoltre, abbiamo delle società satellite che si occupano dell’outsourcing, cioè tutto ciò che riguarda la parte del catering, piuttosto che dell’house-keeping. Sono quindi società riconducibili al Gruppo.

 

Mi hai accennato sopra riguardo alle acquisizioni, concentriamoci meglio sul tema…

Noi nasciamo con la villaggistica, con una specializzazione quindi sulle vacanze nei villaggi al mare. Nel 2019, siccome venivo da un concetto di catena, il mio obiettivo era quello di sviluppare un brand che operasse a livello nazionale a 360 gradi nel comparto turistico- senza una specifica settorialità, spaziando dal leisure al business; dal mare alla montagna al termale. Quindi a questo scopo, nel 2019 acquisiamo realtà diverse. Inoltre, volevamo con queste operazioni acquisire anche quel know how tale per poi andare in supporto di strutture terze: il 70% delle strutture italiane è in mano a piccole medie imprese a gestione familiare che necessitano di formazione e innovazione proprio per compiere quella evoluzione necessaria alla prosecuzione. Il nostro interesse verso le acquisizioni nasce proprio da questa visione ampia per applicare la nostra conoscenza del settore in maniera massiva. Nasce la necessità di acquisire strutture diverse per promuovere il turismo a 360 gradi, tutte accomunate però dalla esaltazione delle peculiarità del territorio. Attualmente abbiamo 9 strutture, ma ne abbiamo già in trattativa altre 4 per il 2023 e ne andremo ad acquisire sicuramente molte altre nel tempo: l’idea è quella di non porsi limiti nelle acquisizioni- c’è uno scenario molto ampio al quale affacciarsi e speriamo anche di internazionalizzare il brand (abbiamo già una sede a Budapest, Ostrava, Thirana e Malta) proprio per esportare il nostro senso di ospitalità.

 

Quali sono i vostri piani di sviluppo del brand?

Ci stiamo distinguendo in maniera molto forte sotto il punto di vista della tecnologia, ci presentiamo come un gruppo molto innovativo a vantaggio dell’ospitalità. Inoltre, sempre rimanendo in questo ambito, ci stiamo concentrando anche sulla formazione sia interna (per i nostri collaboratori) che esterna (per altri imprenditori) proprio per migliorare l’approccio con la sfera digitale. Tutto questo va di pari passo anche con il miglioramento e innalzamento degli standard, vorremmo proprio presentarci e identificarci come un brand di qualità pur mantenendo alto anche il senso di accoglienza all’italiana.

 

Trasformazione digitale: quale contributo stai apportando?

Siamo sempre stati un gruppo orientato alla digitalizzazione, proprio a partire dalla gestione delle nostre attività per standardizzare tutti i nostri processi. Avendo questa vocazione per la tecnologia, questi anni di pandemia ci hanno permesso di rivolgerci a nuove relazioni, fino ad arrivare al contatto con la società Olimaint di Brescia di estrazione Olivetti. Sono gli unici che fanno parte del MSF- metaverse standard forum, ente a riconosciuto a livello internazionale per il metaverso. Attraverso la nostra collaborazione è nata HG I-Tech e abbiamo pensato di portare l’ospitalità all’interno del metaverso: gli abbiamo commissionato, attraverso tecnologie molto sofisticate, l’intera scansione delle nostre strutture ricettive per riprodurle fedelmente nel vro. Questa è sicuramente un’ottima opportunità per proporre il nostro prodotto, perché è possibile fare questa esperienza immersiva e realistica, visitando ambienti e destinazioni senza doversi spostare. Ci sarà inoltre un avatar per rispondere alle domande del cliente/visitatore come un vero e proprio operatore, oltre alla possibilità di prenotare la stanza direttamente nel metaverso ed effettuare anche la transazione. È un progetto davvero entusiasmante ed innovativo e pensiamo di estenderlo, oltre il settore dell’ospitalità, in qualsiasi campo (eccetto la sanità dove non possiamo entrare).

 

Come si pone la vecchia generazione verso questo progetto? E la nuova?

 Mio padre è molto incuriosito, però appartenendo ad una generazione diversa e precedente è un po’ scettico su quelli che potrebbero essere i campi di applicazione ma, nonostante questo, lo guarda con interesse e ne segue gli sviluppi. Chiaramente non si discosta dalla solidità propria delle persone anziane che hanno fondato le loro sconfitte e le loro rinascite sulla concretezza. Di contro c’è la nuova generazione, rappresentata da mia figlia, che si pone totalmente dalla parte dell’innovazione. Il contributo ulteriore che potrà dare lei sarà sicuramente dal lato dell’applicabilità, intravvedendo possibilità reali che noi ora non cogliamo grazie alla sua visione molto più lungimirante e da nativa digitale. Mia figlia, per me, rappresenta la scintilla che alimenta il carburante e dà stimolo al motore per procedere con continuità su questa linea.

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